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Gerba
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mwdwGerba (in mweafrancese mweqDjerba; mwegin arabo جزيرة جربة?, Jazirat Jarba, o mwewJerba, mwfaJarbah o mwfqGirba; in mwfgberbero e mwfwarabo tunisino: mwgaJerba, /ˈʒəɾba/) è la più grande mwggisola del mwgwNordafrica (514 km²), situata nella parte sud-orientale del mwhagolfo di Gabès, all'imbocco del mwhqgolfo di Boughrara, nel sud-est della mwhgTunisia. Venne occupata dalla mwhwSpagna due volte: mwiadal 1521 al 1524 e dal 1551 mwiqal 1560.
Contents
• Storia
• Note
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Geografia
Il clima è di tipo subtropicale con una media di 24 gradi Celsius durante tutto l'anno, il mare si presenta pressoché caldo. Il suo capoluogo è la cittadina di mwjqHoumt Souk, che ha circa 65.000 abitanti.
Storia
Nell'antichità l'isola era conosciuta con il nome mwoaMeninx (mwoqMeninge in italiano), o anche mwogLotophagitis, dal momento che molti identificavano con essa l'mwowIsola dei Lotofagi in cui era approdato mwpaUlisse nei suoi viaggi. In essa si trovavano tre città principali: mwpqMeninx, mwpgTipasa e mwpwGirba. Da quest'ultima le venne il suo nome attuale. Secondo lo storico mwqaSesto Aurelio Vittore, fu in quest'isola che, nel mwqq251, vennero proclamati mwqgimperatori romani mwqwTreboniano Gallo e suo figlio mwraVolusiano (mwrqin insula Meninge, quae nunc Girba dicitur)cite-ref-1[1].
Si conoscono almeno otto mwswvescovi di Gerba, tra cui Monnulus e Vincentius, che parteciparono ai mwtaconcili di Cartagine del 255 e del 525 (mwtqAnatole-Joseph Toulotte, mwtgGéographie de l'Afrique chrétienne Proconsulaire, Parigi 1892, pp. 353 e 380). Nel mwtwVII secolo la ritroviamo con l'ulteriore denominazione di mwuaTerepiton, forma corrotta di mwuqGergiton o mwugGerbiton (mwuwByzant. Zeitschrift, II, 1893, 26, 31).
Per tre volte l'isola si trovò sotto il controllo del mwwgregno di Sicilia dall'epoca normanna a quella aragonese:
• 1135 - 1158
• 1284 - 1333
• 1388 - 1392
in questa occasione venne trasformata in una signoria feudale, con i seguenti signori di Gerba: mwyqmwyg1284 - 1305 mwywRuggero di Lauria, mwza1305 - 1307 e 1307 - 1310 Ruggero II (due volte), mwzq1310 Carlo, mwzg1310 Francesco-Ruggero III; mwzwmwaamwaqmwagvi furono anche dei governatori, che in parte si aggiunsero titoli di signoria: mwawmwbac.1305 - 1308 Simon de Montolieu, mwbq1308 - 1315 mwbgRamon Muntaner (autore anche di una mwbwmwcaCrònica in mwcqlingua catalana) mwcg1388 - 1391 mwcwManfredi III Chiaramonte, mwdaConte di Modica mwdq1391 - 1392 mwdgAndrea Chiaramonte, Conte di Modica
Nel 1513, dopo tre anni di esilio a Roma, la famiglia mweaFregoso fece ritorno a mweqGenova. mwegOttaviano Fregoso venne eletto mwewDoge e suo fratello mwfaFederigo (mwfqarcivescovo, poi mwfgcardinale), divenuto consigliere capo, prese il comando dell'esercito e difese la repubblica contro i pericoli interni (rivolta degli mwfwAdorno e dei mwgaFieschi) e contro quelli esterni, in particolare l'eliminazione dei mwgqcorsari barbareschi: Curtogoli, un corsaro turco che era basato a mwggTunisi, assediava la costa con una squadra navale, e nel giro di pochi giorni aveva catturato diciotto mercanti; assunto il comando della flotta genovese, in cui prestava servizio mwgwAndrea Doria, Federigo sorprese Curtogoli davanti a mwhaBiserta, effettuò un raid sull'isola di Gerba e fece ritorno a Genova con un immenso bottino.
Gerba fu anche occupata due volte dalla mwhgSpagna: tra il mwhw1521 ed il mwia1524 a seguito dell'mwiqAssalto spagnolo a Djerba nel 1520 e tra il mwig1551 ed il 31 luglio mwiw1560; di nuovo vi furono dei governatori: 1521 - 1524..., 1560 Gian Andrea. Nel 1560 ebbe luogo nelle sue acque la mwjabattaglia di Gerba.
Nel mwjg1524 circa, il corsaro mwjwKhayr al-Din, detto "Barbarossa" (che già aveva operato a Gerba col fratello mwkaAruj Reis) fece di Gerba il suo arsenale dopo averla conquistata. Lo stesso fece poi anche mwkqDragut.
Da allora Gerba fece parte della mwkwreggenza di Tunisi, anche quando essa si trasformò in un protettorato francese e finalmente nell'attuale repubblica tunisina.
Nel 1560 il corsaro mwlqDragut sorprese la flotta spagnola, che perse trenta navi e 5.000 uomini. La guarnigione fu messa a morte, e con le ossa e i teschi degli uccisi i Turchi costruirono una piramide detta mwlgBorj al-Ruʾūs, la 'torre delle teste', che rimase sul luogo fino alla metà del mwlwXIX secolo, quando le ossa vennero trasferite nel cimitero cristiano di Houmt-Souk.
Gerba è tuttora una sede titolare cattolica nella provincia di Tripoli d'Africa.
Contro la mwmgsinagoga El Ghriba, l'11 aprile 2002, fu fatto esplodere un camion carico di esplosivo, uccidendo 21 persone (di cui 14 erano turisti tedeschi) e ferendone molte altre. Nel giugno dello stesso anno l'attentato venne rivendicato da mwmwal-Qa'ida.
Il 18 settembre 2023 una serie di siti che testimoniano il peculiare modello insediativo dell'isola è stata iscritta nella mwnqLista dei patrimoni dell'umanità dell'mwngUNESCO dalla quarantacinquesima sessione del mwnwComitato del patrimonio mondiale riunito a mwoaRiadcite-ref-2[2].
Popolazione
Agli inizi del mwpwXX secolo, l'isola di Gerba aveva 40.000 abitanti, tra cui diverse centinaia di mwqamaltesi cattolici, che si guadagnavano da vivere con la pesca delle spugne. È una delle poche località della Tunisia in cui ancora si parli il mwqqberbero (nel villaggio di mwqgGuellala [berb. mwqwIqellalen] e, parzialmente, in quelli vicini di mwraSedouikech [berb. mwrqAzdyush] e di mwrgmwrwAdjim). Gerba è una destinazione turistica, soprattutto per turisti francesi, tedeschi e italiani.
L'isola è nota per essere un centro della setta mwsqkharigita mwsgibadita della religione mwswislamica, ed è anche nota per la sua minoranza ebraica, che abita sull'isola da millenni, anche se la sua popolazione si è andata molto riducendo dalla metà del mwtaXX secolo. La mwtqmwtgGhriba è una delle mwtwsinagoghe più antiche e famose del mondo.
Infrastrutture
Note
cite-note-11. ↑ mwwqEpitome de Caesaribus, 30-31.
cite-note-22. ↑ mwxq(mwxgmwxwEN) mwyamwyqWorld Heritage Committee 2023, su mwygunesco.org. mwywURL consultato il 26 settembre 2023.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Jerba, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• Portale su Gerba, su jerba.be (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2017).
• WorldStatesmen - Tunisia, su worldstatesmen.org.